Il trucco della nonna per un ragù alla bolognese perfetto: ecco cosa aggiungere per un sapore autentico

C’è un momento, quando il ragù sobbolle piano e la cucina profuma di casa, in cui capisci se stai andando verso “un buon sugo” o verso quel ragù alla bolognese che ti resta in mente per giorni. Il segreto, quello che molte nonne tirano fuori quasi sottovoce, non è un ingrediente esotico. È una piccola aggiunta, fatta al momento giusto: latte intero.

Il segreto che cambia tutto: perché il latte funziona davvero

All’inizio sembra strano, lo ammetto. Latte nel ragù? Eppure ha una logica semplicissima e molto concreta.

  • Smorza l’acidità del pomodoro, soprattutto se la passata è un po’ “vivace”.
  • Dona una cremosità naturale, senza appesantire come farebbe la panna.
  • Aiuta a ottenere un ragù più denso e armonioso, con un sapore rotondo, “autentico”.
  • Ammorbidisce la percezione del grasso, rendendo il boccone più equilibrato.

Il punto non è “sentire” il latte, ma lasciarlo lavorare in sottofondo, come una mano che sistema il cuscino prima di dormire.

Quando aggiungere il latte: metà cottura o finale?

Qui entra in gioco il famoso trucco. In molte versioni di famiglia e anche nella tradizione bolognese, il latte si può inserire in due modi, entrambi efficaci:

  1. A metà cottura, quando il ragù ha già preso colore e il pomodoro ha iniziato a legarsi.
  2. Verso la fine, negli ultimi 20 o 30 minuti, per una cremosità extra e un gusto più delicato.

Se vuoi un risultato più “avvolgente”, io lo preferisco a metà e poi, se serve, una piccola aggiunta finale. L’importante è che il latte cuocia e si assorba, senza restare liquido.

Ingredienti (4-6 persone)

  • 400 g di macinato di manzo (spalla o muscolo)
  • 200 g di macinato di maiale (oppure pancetta tesa tritata fine)
  • 80 g di cipolla
  • 80 g di carota
  • 80 g di sedano
  • 2-3 cucchiai di olio EVO
  • 20 g di burro (facoltativo, ma molto “da nonna”)
  • 1 bicchiere di vino bianco secco (o rosso, se lo ami più intenso)
  • 300-400 g di passata o polpa di pomodoro
  • 1-2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • 1 bicchiere di latte intero (più un goccio extra, se necessario)
  • Sale e pepe
  • Brodo caldo q.b. (se serve per allungare)

Metodo

  1. Prepara il battuto: trita cipolla, carota e sedano finissimi. È il cuore del soffritto, più è fine, più si scioglie nel sugo.
  2. Soffriggi piano: in una pentola pesante scalda olio e burro, poi aggiungi le verdure (e la pancetta, se la usi). Fuoco basso, pazienza, niente fretta. Devono appassire, non bruciare.
  3. Rosola la carne: aggiungi manzo e maiale. Alza il fuoco e sgranala bene con un cucchiaio. Aspetta che i liquidi evaporino e che inizi a “cantare” in padella.
  4. Sfuma col vino: versa il vino e lascialo evaporare completamente. Qui si costruisce il profumo.
  5. Primo passaggio di latte (consigliato): aggiungi metà bicchiere di latte intero, sala e pepa. Cuoci finché è assorbito. Vedrai la carne diventare più morbida.
  6. Pomodoro e concentrazione: unisci passata e concentrato. Mescola bene, porta appena a bollore.
  7. Cottura lenta, quella vera: abbassa al minimo, copri lasciando uno spiraglio e fai andare 2-3 ore, anche di più se puoi. Mescola ogni tanto e aggiungi brodo caldo se asciuga troppo.
  8. Trucco finale: negli ultimi 20-30 minuti aggiungi il latte rimasto (o solo un goccio se il ragù è già perfetto). Deve fondersi, non “galleggiare”.

Come capire se è riuscito (senza assaggi compulsivi)

Un ragù pronto non è rosso vivo. È più vicino a un arancione scuro, lucido, con una densità che “abbraccia” il cucchiaio. Il profumo è dolce, la bocca lo sente pieno, e il pomodoro non graffia.

Piccole variazioni di famiglia (senza tradire la tradizione)

  • Se temi l’acidità, scegli una passata più dolce e non eccedere col concentrato.
  • Se vuoi un ragù più ricco, aumenta leggermente il maiale.
  • Se vuoi più delicatezza, punta su cottura lenta e latte inserito a metà.

Alla fine, il trucco della nonna non è magia. È equilibrio. E quel bicchiere di latte intero, aggiunto con calma, fa esattamente questo: mette tutto al suo posto.

Redazione Ospitaletto News

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