C’è un momento, quando stai per infornare, in cui ti senti quasi preso in giro: stendi l’impasto nella teglia, sembra perfetto, ti giri un secondo… e lui si ritira, come se avesse una volontà propria. Se ti è capitato, non sei “scarso” e non è magia nera. È fisica da cucina, e c’è un trucco semplice che cambia tutto.
Perché l’impasto “torna indietro”
Il colpevole principale è l’elasticità del glutine. Quando mescoli farina e acqua, si crea una rete di proteine, il glutine, che funziona un po’ come un elastico: si allunga, ma tende a rientrare. È proprio questa rete a trattenere i gas della lievitazione e a dare struttura alla pizza, però ha un difetto, “ricorda” la forma iniziale e prova a riprendersela.
Se vuoi un’immagine mentale, pensa a una molla: finché è “nervosa”, la tiri e lei scatta.
Quando il ritiro peggiora (e perché)
Ci sono situazioni tipiche in cui la contrazione diventa più evidente. Quasi sempre, almeno una di queste sta succedendo:
- Impasto manipolato troppo presto dopo averlo formato, la rete non ha avuto tempo di rilassarsi.
- Lievitazione non equilibrata, troppo breve (impasto ancora teso) oppure eccessiva (struttura irregolare, difficile da gestire).
- Impasto freddo di frigo, quindi più rigido e “resistente”.
- Pressione eccessiva in stesura, schiacci i gas e l’impasto si oppone ancora di più.
Il punto chiave è questo: un impasto freddo è meno “malleabile”, l’elasticità vince sulla morbidezza. E quando stendi con forza, oltre a irritare il glutine, fai anche uscire l’aria già creata, perdendo leggerezza.
La temperatura giusta: il dettaglio che molti saltano
Se l’impasto arriva dal frigorifero, daglielo questo vantaggio: portalo a una temperatura più amica. In pratica, l’ideale è farlo arrivare almeno intorno ai 21°C prima della stesura.
Non serve il termometro per forza, ma aiuta. In alternativa, osserva: l’impasto a temperatura giusta è più soffice al tatto, meno “gommato”, e si allarga senza fare resistenza.
Il segreto vero: stendere in due tempi
Ecco la parte che ti svolta la serata. Il trucco è stendere in due tempi, come fanno tanti professionisti quando sentono che l’impasto “tira”.
- Prima stesura leggera: non devi arrivare ai bordi, solo dare una forma e iniziare ad allargare.
- Riposo breve, coperto: lo lasci fermo e protetto, così non fa la crosta.
- Seconda stesura: ora vedrai che si allarga con molta più facilità e soprattutto resta dove lo metti.
Durante il riposo, la rete del glutine si rilassa. È come dire all’elastico: “ok, tranquillo”. E lui smette di combattere.
Quanto deve durare il riposo?
Dipende da quanto l’impasto è “nervoso”:
- 10-20 minuti se l’impasto è già ben maturo e solo un po’ resistente.
- 30-60 minuti se senti che si ritira subito e fa davvero opposizione.
Un trucco pratico: se riprendi a stendere e si ritira ancora, fermati e riposa di nuovo. Meglio due pause brevi che una lotta persa.
La stesura delicata che salva alveoli e morbidezza
Quando riparti, fai una scelta strategica: delicatezza. L’obiettivo non è “schiacciare per convincere”, ma accompagnare l’impasto.
Prova così:
- Ungi leggermente teglia e mani (o usa un velo di farina se preferisci).
- Premi dal centro verso l’esterno con polpastrelli morbidi.
- Se serve, solleva l’impasto e lascialo “cadere” nella teglia, senza strapparlo.
- Evita di schiacciare tutto l’aria, quei gas sono il tuo futuro cornicione.
Il risultato che ottieni (e lo noti subito)
Quando rispetti temperatura, riposo e stesa in due tempi, succedono tre cose bellissime:
- l’impasto non si ritira appena lo tocchi,
- trattiene meglio i gas, quindi resta più soffice,
- cuoce in modo più uniforme, con una base più regolare.
La prossima volta che l’impasto farà il ribelle, non inseguirlo con la forza. Fermati, riposa, riparti. È un segreto semplice, ma quando lo provi una volta, ti chiedi come hai fatto senza.




