Hai mai provato a fare la crema pasticcera di Benedetta Rossi? Non ne farai più a meno

C’è un momento, mentre la frusta gira e il profumo di limone comincia a salire dal pentolino, in cui capisci che non stai “solo” facendo una crema. Stai preparando quella base rassicurante che salva una crostata all’ultimo minuto, rende speciale una torta semplice e, sì, si mangia anche a cucchiaiate quando nessuno guarda.

Perché questa crema conquista subito

La crema pasticcera di Benedetta Rossi ha una magia molto concreta: pochi ingredienti, passaggi lineari, risultato stabile. È una ricetta base che non pretende strumenti professionali, ma ti ripaga con una consistenza vellutata e un profumo fresco, grazie alla scorza di limone.

E poi c’è una scelta che la rende ancora più “da tutti i giorni”: usare uova intere. La crema resta ricca, ma più semplice da gestire, e spesso la si percepisce anche un filo più leggera rispetto alle versioni con soli tuorli.

Ingredienti (per circa 10 persone)

  • 4 uova
  • 160 g di zucchero
  • 140 g di farina 00
  • 1 l di latte
  • 1 scorza di limone

Metodo: il passo chiave è la calma (non la fretta)

  1. Versa il latte in una pentola, aggiungi la scorza di limone e scaldalo fino a sfiorare il bollore. Deve essere caldo e profumato, non “impazzito” dall’ebollizione.
  2. In un’altra pentola capiente rompi le uova, poi aggiungi zucchero e farina 00. Mescola con la frusta finché il composto è liscio e senza grumi, come una crema densa e omogenea.
  3. Togli la scorza dal latte e versalo poco alla volta nel composto di uova, continuando a mescolare. Questo passaggio è la cintura di sicurezza contro i grumi.
  4. Metti la pentola sul fuoco medio e mescola senza sosta. In circa 5 minuti la crema cambia faccia: diventa lucida, più corposa, e la frusta lascia righe nette. Quando arriva a ebollizione e si addensa, è pronta.

A quel punto puoi usarla subito, calda per farciture “morbide”, o lasciarla raffreddare se vuoi una crema più compatta.

I trucchi che fanno la differenza (davvero)

A volte basta un dettaglio per passare da “buona” a “da rifare domani”. Ecco cosa tenere a mente:

  • Frusta sempre in movimento: non è un’esagerazione, è il modo più semplice per ottenere una consistenza cremosa.
  • Latte versato a filo: se lo butti tutto insieme, il rischio grumi aumenta.
  • Fuoco medio: troppo alto addensa fuori e resta liquida dentro, troppo basso allunga i tempi e ti stanca.
  • Pellicola a contatto: se la conservi, appoggiala sulla superficie, così eviti la pellicina. In frigo dura un paio di giorni.

Se vuoi capire perché questa crema è così “universale”, basta pensarla come una parente stretta della pasticcera classica, con un procedimento familiare e un equilibrio studiato per non tradirti.

Come usarla: dal dolce importante al cucchiaino furtivo

Qui viene il bello, perché una volta pronta ti accorgi che la crema è un jolly:

  • farcitura per crostate e crostata di frutta
  • ripieno per pan di Spagna, rotoli e tortine
  • base per bignè e cannoncini
  • strati golosi nei dessert al bicchiere
  • merenda semplice con biscotti secchi

Varianti intelligenti (quando vuoi cambiare senza stravolgere)

Se ti prende la voglia di sperimentare, ci sono alternative pratiche:

  1. Senza glutine: sostituisci la farina 00 con farina di riso, cuoci a fuoco basso un po’ più a lungo per una crema stabile.
  2. Al cioccolato: aggiungi cacao amaro a fuoco spento e mescola fino a ottenere un colore uniforme e un profumo irresistibile.
  3. Microonde: utile quando hai fretta, cuoci a intervalli e mescola spesso per controllare l’addensamento.

Il motivo per cui “non ne farai più a meno”

Perché questa crema ti entra in routine. È facile, profumata, adattabile, e soprattutto ti dà quella soddisfazione immediata: pochi minuti, una pentola, una frusta, e hai tra le mani una crema che sa di casa. E quando la assaggi, capisci che il vero rischio non è sbagliarla, è finirla prima di farcire il dolce.

Redazione Ospitaletto News

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