La torta fredda wafer e caffè di Benedetta Rossi ha fatto innamorare tutti: è meglio del tiramisù

Ti è mai capitato di assaggiare un dolce e pensare, “Ok, questo mi ha appena rovinato tutti gli altri”? Ecco, la torta fredda wafer e caffè resa famosa da Benedetta Rossi fa proprio questo effetto. Sembra un’idea semplice, quasi furba, ma al primo boccone capisci perché tanti la mettono sul podio, persino davanti al classico tiramisù.

Perché conquista più del tiramisù (e non è solo moda)

Il punto non è “meglio” in assoluto, perché il tiramisù resta un’icona. Ma questa torta fredda ha una cosa che spesso nel tiramisù manca: un morso ordinato, pulito, scenografico. Niente savoiardi che collassano, niente crema che scivola sul piatto.

Il segreto sta nel gioco di consistenze. Subito dopo l’assemblaggio i wafer sono ancora leggermente croccanti e la torta è più compatta. Poi, con il riposo in frigo, avviene la trasformazione: i wafer non si sfaldano, si ammorbidiscono quel tanto che basta, diventano quasi “biscotto” e si fondono con la crema in una texture vellutata. È una magia lenta, e vale l’attesa.

La “magia” del riposo: cosa succede davvero

Pensa ai wafer come a piccoli strati di carta fragrante. Se li bagni troppo, si spezzano. Se li bagni troppo poco, restano secchi. Qui invece il caffè freddo lavora per assorbimento graduale: penetra, profuma, ma non distrugge la struttura.

Dopo 4 ore hai già un dolce buonissimo. Dopo una notte intera, però, succede il salto di qualità:

  • il taglio diventa netto e preciso
  • i sapori risultano più armonici
  • la crema si assesta e “abbraccia” i wafer, senza colare

Ingredienti

Per uno stampo da 22 cm (8 porzioni circa):

  • 300 g di wafer (alla vaniglia, cacao, nocciola o caffè)
  • 220 ml di caffè della moka, freddo (poco zuccherato o non zuccherato)
  • 250 g di mascarpone ben freddo
  • 250 ml di panna fresca da montare, fredda
  • 80 g di zucchero a velo
  • 2 cucchiai di cacao amaro (più un po’ per la finitura)
  • Facoltativo: 1 cucchiaino di estratto di vaniglia o una spolverata di cannella

Metodo

  1. Prepara il caffè e lascialo raffreddare completamente. Se vuoi, zuccheralo poco, l’equilibrio migliore arriva quando la dolcezza sta soprattutto nella crema.
  2. Monta la panna ben fredda fino a ottenere una consistenza stabile, ma non “burrosa”. Mettila un attimo in frigo.
  3. In una ciotola lavora il mascarpone con lo zucchero a velo e il cacao amaro, giusto il tempo di ottenere una crema liscia.
  4. Incorpora la panna montata al composto, con movimenti dal basso verso l’alto, per mantenere la crema soffice.
  5. Fodera lo stampo con carta forno (aiuta a sformare e rende la torta più “pulita”).
  6. Versa un velo di crema sul fondo. Poi crea il primo strato di wafer.
  7. Bagna rapidamente i wafer con caffè freddo (puoi usare un cucchiaio o un pennello da cucina). Non inzupparli, devono solo “prendere” aroma.
  8. Copri con uno strato di crema e ripeti: wafer, caffè, crema, fino a finire gli ingredienti. Chiudi con crema e una spolverata di cacao.
  9. Riposo: metti in frigorifero almeno 4 ore, meglio tutta la notte.
  10. Sforma, rifinisci con altro cacao e servi a fette.

Piccoli trucchi che fanno la differenza

  • Scegli wafer di buona qualità e non troppo sottili, così restano strutturati.
  • Se ami un gusto più deciso, usa wafer al cacao e caffè non zuccherato.
  • Per una fetta ancora più scenografica, fai strati sottili e regolari, il colpo d’occhio è metà del piacere.

Alla fine, il motivo per cui molti la preferiscono al tiramisù è semplice: unisce l’anima del caffè e della crema con una consistenza più “precisa”, quasi da pasticceria, ma con una facilità disarmante. E quando la tagli, resti lì a guardare la fetta perfetta come se fosse la prova che, sì, la semplicità può battere i classici.

Redazione Ospitaletto News

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