“Lo faccio prima di cuocere il guanciale”: il trucchetto per una Carbonara strepitosa dello Chef Bruno Barbieri

C’è un momento, in cucina, in cui capisci che la differenza tra “buona” e “indimenticabile” non è un ingrediente segreto, ma un gesto minuscolo, quasi invisibile. E sì, in questa carbonara succede proprio lì, prima ancora che il guanciale tocchi la padella.

Il trucco che cambia tutto: pochi secondi in acqua bollente

Il passaggio chiave attribuito a Chef Bruno Barbieri è sorprendente nella sua semplicità: sbollentare il guanciale per qualche secondo nell’acqua che userai per cuocere la pasta, e solo dopo rosolarlo.

Perché funziona così bene?

  • Insaporisce l’acqua di cottura: quei secondi bastano a rilasciare una parte di sapidità e aromi, trasformando l’acqua in un “brodo leggero” perfetto per la mantecatura.
  • Aiuta a ottenere un guanciale più croccante e saporito: togliendo una frazione di impurità e “preparando” la superficie, in padella la rosolatura diventa più netta.
  • Ti regala una carbonara più facile da gestire: quando vai a creare la crema, quell’acqua già gustosa ti sostiene, senza dover forzare troppo con sale o formaggio.

E la cosa bella è che non serve alcuna acrobazia, solo tempismo.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 320 g di rigatoni
  • 150 g di guanciale
  • 50 g di burro
  • pepe nero schiacciato q.b.
  • 3 tuorli d’uovo
  • 80 g di pecorino grattugiato
  • sale q.b.

Metodo

  1. Metti a bollire una pentola d’acqua, quella della pasta. Nel frattempo taglia il guanciale a pezzi grossi.
  2. Quando l’acqua bolle, sala con moderazione (ricorda che il guanciale e il pecorino spingono già). Metti il guanciale in un colino e sbollentalo per pochi secondi direttamente nell’acqua. Scola bene.
  3. Scalda una padella e aggiungi una noce di burro. Versa il guanciale e cuoci a fuoco vivace finché diventa croccante. Regola con pepe schiacciato e, solo se serve, un pizzico di sale.
  4. In una ciotola lavora i tuorli con il pecorino. Aggiungi un goccio di acqua di cottura, poca alla volta, finché ottieni una crema liscia. Se vuoi un sapore ancora più rotondo, unisci anche un cucchiaino del burro fuso della padella.
  5. Cuoci i rigatoni al dente nella stessa acqua usata per la sbollentatura. Scola tenendo da parte un po’ di acqua di cottura.
  6. Salta la pasta in padella con il guanciale, aggiungendo un mestolino d’acqua per legare.
  7. Spegni il fuoco. Versa la crema di uova e pecorino e manteca energicamente. Se serve, aggiungi altra acqua di cottura, un cucchiaio alla volta, finché la salsa diventa vellutata.
  8. Impiatta e chiudi con pecorino e pepe.

Il punto delicato: la crema, senza frittata

Qui la regola è semplice, quasi rassicurante: il fuoco deve essere spento quando aggiungi l’uovo. La cremosità nasce dal calore della pasta e della padella, non dalla fiamma. Se la salsa ti sembra troppo densa, non “cuocerla”, allungala con l’acqua di cottura, che grazie al trucco iniziale è già ricca e saporita.

Perché questa versione è diversa dalla carbonara “classica”

Questa interpretazione ha una personalità precisa:

  • usa rigatoni (più superficie, più salsa catturata),
  • prevede il burro per una rotondità più morbida,
  • lavora con soli tuorli, per una crema più setosa.

È una carbonara che resta riconoscibile, ma gioca con tecnica e consistenze, un po’ come succede spesso nella grande cucina italiana.

L’ultima chicca: il pepe come protagonista

Non trattarlo come un dettaglio. Schiaccialo al momento, fallo “sentire” al naso. È uno di quei profumi che ti riportano subito al piatto, come un segnale inconfondibile della carbonara fatta bene.

E quando assaggi, capisci subito perché quel gesto iniziale, quei pochi secondi di sbollentatura, non è un vezzo: è il punto in cui la ricetta prende davvero slancio.

Redazione Ospitaletto News

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