Francobollo Italia 800 lire Castelli con doppia stampa: come riconoscere la versione rara

Capita spesso così: ti arriva tra le mani un francobollo “normale”, lo guardi controluce, poi inclini la carta e all’improvviso ti sembra di vedere una doppia immagine. Il cuore accelera. “E se fosse quello raro?”. Con l’800 lire della serie Castelli d’Italia, però, la storia è più interessante proprio perché ti costringe a distinguere tra suggestione e vera varietà filatelica.

L’equivoco più comune: la “doppia stampa” che non c’è

Qui viene il punto che molti scoprono solo dopo ore di confronti: per l’800 lire Castelli d’Italia non risulta una doppia stampa riconosciuta e documentata nei cataloghi filatelici ufficiali, a differenza di altri valori della serie. Questo non significa che non esistano esemplari “strani”, significa che ciò che si osserva di solito non rientra nella definizione tecnica di doppia stampa.

E allora, come si riconosce la “versione rara”? La risposta, se vogliamo essere onesti (e utili), è che la rarità non sta in una doppia stampa certificata, ma nelle varietà reali che questo valore può presentare, soprattutto sulla dentellatura e, più raramente, sull’intensità d’inchiostro.

Identikit del francobollo: cosa deve avere l’800 lire “giusto”

Prima di cercare difetti, conviene fissare i riferimenti, come quando si osserva un quadro e prima si studia la cornice.

  • Soggetto: Rocca Maggiore di Assisi
  • Tecnica: stampa calcografica
  • Colori: policromo
  • Dentellatura: 14 × 13¼ (a pettine)
  • Filigrana: Stelle IV
  • Emissione: 22 settembre 1980, validità permanente

Se un esemplare “sospetto” non coincide con questi dati, spesso non è una varietà, ma un fraintendimento (o un confronto fatto con immagini online troppo compresse).

Doppia stampa vs fuori registro: la differenza che cambia tutto

Qui si gioca la partita. In filatelia, una doppia stampa è una seconda impressione dello stesso elemento grafico. Tradotto in modo semplice: vedi davvero un segno duplicato, con una seconda linea netta, coerente, ripetuta.

Il fuori registro, invece, è un disallineamento tra passaggi di colore (o tra elementi della lavorazione), che produce:

  • bordi “sdoppiati” ma non duplicati davvero
  • ombre colorate ai margini delle figure
  • sovrapposizioni che non combaciano, senza una seconda incisione identica

Nel caso dell’800 lire, gli effetti che fanno gridare alla doppia stampa rientrano quasi sempre nel fuori registro, legato ai normali rischi di allineamento nelle lavorazioni policrome.

Un’immagine mentale utile: la doppia stampa è come scrivere due volte la stessa parola una sopra l’altra, il fuori registro è come stampare in due colori, ma con un colore spostato di un millimetro.

Le varietà davvero da cercare sull’800 lire

Se vuoi “fare sul serio”, ecco dove concentrare la lente.

1) Dentellatura spostata (la più tipica)

La varietà principale riguarda la dentellatura spostata in tutte le direzioni. Cosa significa in pratica?

  • margini visibilmente irregolari
  • perforazioni che “mordono” il disegno da un lato
  • bordo opposto più ampio del normale

Queste sono microvariazioni che nascono durante la fase meccanica di perforazione. Non sempre sono rare, ma alcune combinazioni marcate possono essere più ricercate, soprattutto se l’estetica è evidente e l’esemplare è ben conservato.

2) Inchiostrazione più pesante (più rara, ma non un “errore” eclatante)

È stata riscontrata una sola variazione cromatica, spesso descritta come inchiostrazione più pesante rispetto allo standard. Qui non aspettarti un cambio colore netto, piuttosto:

  • toni più saturi
  • scuri più profondi
  • minor “respiro” nelle zone chiare

È un effetto compatibile con la stampa e con la regolazione dell’inchiostro, interessante, ma da valutare sempre con un confronto diretto.

Come verificare un esemplare “doppio” senza farsi ingannare

Se pensi di avere la “doppia stampa”, fai questi controlli rapidi:

  1. Confronto: affianca un altro 800 lire sicuramente standard.
  2. Bordi: cerca linee duplicate nette e parallele, non solo aloni.
  3. Colori: se lo sdoppiamento cambia colore (per esempio contorno con tinta diversa), è quasi certamente fuori registro.
  4. Dentellatura: misura visivamente i margini, la varietà più concreta spesso è lì.
  5. Filigrana: verifica la presenza di Stelle IV, perché un errore di confronto parte spesso da una filigrana diversa scambiata per “anomalia”.

Conclusione: la “versione rara” è un’altra storia

Il punto, alla fine, è liberatorio: l’800 lire Castelli non ti promette la caccia facile alla doppia stampa “da catalogo”, ma ti invita a un collezionismo più fine, fatto di fuori registro, dentellature spostate e dettagli di produzione. Ed è proprio questo che lo rende affascinante, perché ti allena l’occhio e ti porta dentro la logica della stampa, quella vera, quella che i collezionisti più esperti chiamano semplicemente filatelia.

Redazione Ospitaletto News

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